Lesioni al tendine d’Achille e corsa, fattori di rischio e ripresa

La maggior parte delle lesioni al tendine di Achille negli atleti agonisti sono paratenonite, cioè infiammazioni della guaina dei tendini, e un quinto sono disturbi all’inserzione tendinea, come borsiti e tendiniti da inserzione.

Gli atleti che praticano sport di corsa hanno un’alta incidenza di lesioni del tendine d’Achille da uso eccessivo, ma circa il 75% del totale e la maggior parte delle rotture parziali del tendine sono legate ad attività sportive che di solito comportano bruschi salti ripetitivi e movimenti di sprint, come basket e calcio ma anche skyrunning e corsa in montagna [1].

Molto frequentemente negli atleti si ha cronicizzazione sia per le poche misure di prevenzione della patologia sia per la mancata riduzione del carico di allenamento.

 

Fattori di rischio e corsa:

  • Fattori meccanici e uno stile di vita sedentario.
  • Negli anziani maggiormente rispetto alla maggior parte delle altre lesioni tipiche da sovraccarico.

Molti fattori di rischio sono legati al modo in cui il corpo dell’atleta interagisce con l’ambiente e quindi con il terreno durante l’andatura di corsa, tra cui [2]:

  • Le forze di reazione al suolo:
    • Una bassa rigidità o morbidezza del terreno, superfici come la sabbia creano uno stress molto alto per il tendine d’Achille.
  • L’attività muscolare sia prima dell’atterraggio che immediatamente dopo il contatto con il suolo:
    • L’elevata forza frenante durante la fase di approccio con il terreno ha mostrato chiare prove di aumento del rischio di lesioni del tendine Achille.
  • Il movimento dell’articolazione durante l’appoggio:
    • Un modello di movimento che combina l’eversione del piede con un elevato carico sul tendine d’Achille sembra creare sbilanciamento dello sforzo tendineo.
    • Un varismo dell’avampiede si trova negli atleti con lesioni da sovraccarico del tendine d’Achille, che riflettono la predisposizione all’iperpronazione dell’articolazione della caviglia durante il movimento.

Fattori legati direttamente alla proprietà dell’articolazione sembrano essere un fattore predisponente per queste lesioni, tra cui:

  • Un range limitato di movimento nella dorsiflessione passiva, inversione, dell’articolazione della caviglia e la mobilità totale dell’articolazione del piede [3].
  • Una lunghezza del tendine eccessiva [4].
  • Rigidità dell’arto inferiore o diminuzione della rigidità della caviglia.

Vari fattori transitori predisponenti si trovano in circa un terzo degli atleti con lesioni da uso eccessivo del tendine d’Achille; di questi, predominano fattori traumatici (per lo più lesioni minori).

Archi plantari alti invece e aumento delle forze verticali e propulsive, come un approccio al terreno con avampiede e un baricentro proiettato in avanti, sono risultate protettive per lesioni del tendine d’Achille.

 

La ripresa

La ripresa da un infortunio di questo tipo dipende molto da soggetto a soggetto e tiene conto di età, sesso, grado di allenamento e adattamento al carico e agli stimoli.

Diventa essenziale in una fase di ripresa cambiare e risolvere ciò che ci ha portato alla formazione del sintomo. Come per ogni infortunio anche in questo caso se i carichi applicati sulla struttura, in questo caso il tendine, sono maggiori della forza della struttura stessa si va incontro ad infortuni. La soluzione quindi sta nel diminuire i carichi e gli stress sulla struttura e quindi diminuire gli stimoli di allenamento o aumentare la forza della struttura.

Alcuni consigli per atleti con lesioni nuove, ricorrenti e che sono già in fase di ripresa da lesioni del tendine d’Achille potrebbero includere:

  • Evitare superfici morbide [2].
  • Riqualificazione dell’andatura di corsa mirata a:
    • Spostare il centro di massa in avanti;
    • Ridurre la forza frenante [3].
  • Ridurre il ritmo delle corse, in particolare quelle di recupero [2].
  • Prevedere degli allenamenti di forza con uso di carichi da bassi a moderati [5], dando precedenza ad esercizi bilaterali e da seduti che possono servire come progressioni durante il processo di riabilitazione, prima che siano consentiti esercizi unilaterali a corpo libero [6].

La gradualità nella ripresa e il supporto di professionisti è essenziale per una corretta ripresa senza ricadute e un adeguato mantenimento dello stato di equilibrio tra carichi e strutture anche a guarigione completata.

 

Bibliografia:

  1. Achilles tendon injuries in athletes. Kvist M. (Published 1991;80(2):188-201).
  2. Fattori di rischio di lesioni al tendine di Achille associati alla corsa. Lorimer AV Hume PA. 2014.
  3. Stiffness as a Risk Factor for Achilles Tendon Injury in Running Athletes. Lorimer AV1,2, Hume PA 2016.
  4. Relationship between Achilles tendon length and running performance in well-trained male endurance runners. Ueno HSuga TTakao KTanaka TMisaki JMiyake YNagano AIsaka T.
  5. The effect of load on Achilles tendon structure in novice runners. Heyward OWRabello LMvan der Woude Lvan den Akker-Scheek IGokeler Avan der Worp HZwerver J.
  6. Achilles Tendon Loading During Heel-Raising and -Lowering Exercises. Revak ADiers KKernozek TWGheidi NOlbrantz C.