La diastasi addominale è una condizione comune che si verifica nelle donne sia in gravidanza che nella fase post parto. La diagnosi medica viene effettuata utilizzando come criterio una separazione di oltre 2 centimetri dei due retti dell’addome in uno o più punti della linea alba o la presenza di un rigonfiamento sulla linea mediana visibile durante la contrazione addominale. Tra i possibili fattori di rischio si identifica una predisposizione ereditaria, l’età della donna superiore ai 35 anni, un feto con un peso elevato, una gravidanza gemellare o altre gravidanze precedenti.
Di solito questa condizione regredisce spontaneamente nelle prime 8 settimane dal parto, ma può persistere anche successivamente nel 30% delle donne influenzando l’aspetto posturale, funzionale e psicologico. Infatti la diastasi addominale può avere conseguenze sul piano fisico (formazione di ernie epigastriche e ombelicali, disfunzione della muscolatura del pavimento pelvico con incontinenza, prolasso, dolore lombo-pelvico, …) ma genera un impatto non trascurabile anche sul piano psicologico.
Negli ultimi tempi si è appreso molto sulla gestione delle conseguenze fisiche della diastasi addominale. Esistono diastasi di diversa entità e gravità, la maggior parte delle quali migliora con il trattamento conservativo fisioterapico, grazie a un programma individualizzato di esercizi specifici.
L’impatto psicologico che la diastasi addominale comporta è invece un aspetto troppo sottovalutato e del quale c’è ancora scarsa consapevolezza. Questa condizione ingenera spesso grandi inibizioni, senso di vergogna e dà origine a difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali. La presenza di una diastasi addominale può influire negativamente sulla qualità di vita della donna, già sottoposta ad un elevato carico emotivo e biologico durante la gravidanza. La donna tende a non riconoscersi più nel suo corpo, a non piacersi e a ritenere il problema difficilmente risolvibile. Le informazioni sulla gestione della problematica da parte del personale medico-sanitario, in gravidanza o dopo il parto, sono spesso scarse o non specifiche. La donna tende quindi a cercare su internet o da altre donne ricorrendo al fai-da-te. È invece da sottolineare l’importanza di rivolgersi a personale medico competente e specializzato nella cura e nella gestione della diastasi addominale.
È fondamentale, a questo proposito, una comunicazione efficace: il personale medico-sanitario deve ricordarsi in ogni momento quanto pesino le parole rivolte ad una persona emotivamente alterata come la donna con diastasi addominale e che “Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura”.
Al fine della risoluzione del problema di diastasi addominale è fondamentale quindi attuare un processo globale dove il piano fisico non può prescindere da quello psicologico.