LUSSAZIONE DI GOMITO

Il gomito dopo la spalla è l’articolazione con il più altro tasso di lussazione o dislocazione. La lussazione è sempre la conseguenza di un trauma e può essere parziale o completa[1], quella completa di solito avviene in direzione posteriore dell’ulna o postero-laterale. Circa un quarto delle lussazioni sono associate a fratture.

 

Sintomi tipici

Questo tipo di infortunio avviene spesso negli sport di contatto o in seguito ad una caduta sul braccio teso. I sintomi tipici sono:

  • Dolore generalizzato;
  • Aver sentito un “pop” al momento dell’infortunio;
  • Evidente deformità a livello articolare.

 

Cause e fattori di rischio

La dislocazione di gomito avviene con un’incidenza maggiore nei soggetti tra i 10 e i 19 anni e nel 45% dei casi è causata da un trauma mentre si svolge attività sportiva. Inoltre è un infortunio più comune nelle donne e all’arto non dominante[2; 3].

Il rischio di recidiva è basso e il 90% delle lussazioni avviene in direzione posteriore dell’ulna e postero-laterale in rotazione.

Nei casi più complessi alla dislocazione si associa la frattura del radio e del processo coronoideo, cioè della parte dell’ulna più vicina al gomito.

 

Cosa fare se si sospetta una lussazione del gomito?

Dopo una lussazione di gomito la prima cosa da fare è recarsi in un pronto soccorso. Lì un medico potrà ridurre la lussazione, valutare che non ci siano danni nervosi, vascolari o legamentosi ed escludere eventuali fratture. Il ricorso alla radiografia è sempre necessario in seguito ad una dislocazione di gomito, infatti nel 30% dei casi sono presenti fratture associate[2].

Nel caso di fratture che coinvolgano oltre metà del processo coronoideo dell’ulna è indicato il trattamento chirurgico per evitare un’instabilità ricorrente del gomito. Le fratture del radio invece sono solitamente trattate in modo conservativo.

In ogni caso il trattamento iniziale deve essere valutato da un medico.

 

Trattamento

Dopo la riduzione della lussazione in genere è indicato un periodo di immobilizzazione, solitamente di circa 2 settimane, sempre seguendo le indicazioni mediche[4]. Una volta terminato il periodo di immobilizzazione il medico darà le indicazioni per il trattamento riabilitativo. Quest’ultimo in genere è multimodale e comprende:

 

  • Mobilizzazione

È utile per recuperare il movimento del gomito. Dopo l’immobilizzazione spesso il paziente non riesce a flettere ed estendere in modo completo il gomito. Questo accade perchè sia la capsula articolare che le componenti muscolari e tendinee possono diventare rigide e meno flessibili.  Per recuperare il movimento può essere utile lavorare con diverse tecniche, svolte sia dal terapista che in modo attivo dal paziente.

 

  • Trattamenti manuali e terapie fisiche

Aiutano nella riduzione del dolore, nel recupero della mobilità articolare e nel trattamento di eventuali contratture muscolari. Spesso i muscoli si contraggono in modo eccessivo per proteggere l’articolazione a seguito del trauma, dell’infiammazione e del dolore.

 

  • Esercizi

Sono necessari per il recupero della forza e del controllo neuromuscolare. Dopo un trauma e un periodo di immobilizzazione è normale che i muscoli che circondano l’articolazione coinvolta abbiano perso forza. Infatti è un fenomeno ormai conosciuto quello dell’inibizione muscolare artrogenica[5]. Attraverso questo meccanismo il corpo inibisce i muscoli che circondano un’articolazione infiammata per proteggerla. Alcuni studi dimostrano che anche solo il gonfiore dell’articolazione riduce la capacità di contrarsi dei muscoli che la circondano. Per questo motivo è evidente che dopo un trauma, come la lussazione del gomito, sia importante il rinforzo muscolare. Inoltre anche il recupero della propriocezione per aumentare la stabilità articolare è una parte importante del processo riabilitativo.

Ogni paziente in seguito ad una lussazione del gomito avrà bisogno di un percorso riabilitativo individualizzato, per evitare di esagerare coi carichi e per fare in modo che il recupero possa avvenire nel modo migliore. Per questo motivo è importante rivolgersi a fisioterapisti preparati nella gestione dei disturbi muscoloscheletrici.

Se ti interessa puoi leggere questo caso che descrive il trattamento riabilitativo e il recupero di un ragazzo che è venuto nel nostro studio dopo una lussazione di gomito.

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

[1] Marinelli, A., Guerra, E., & Rotini, R. (2016). Elbow instability: Are we able to classify it? Review of the literature and proposal of an all-inclusive classification system. MUSCULOSKELETAL SURGERY, 100(S1), 61–71. doi:10.1007/s12306-016-0424-1

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27900701/?from_single_result=elbow+dislocation+AND+marinelli+2016&expanded_search_query=elbow+dislocation+AND+marinelli+2016

 

[2] Saati, A. Z., & McKee, M. D. (2004). Fracture-dislocation of the elbow: diagnosis, treatment, and prognosis. Hand Clinics, 20(4), 405–414. doi:10.1016/j.hcl.2004.06.005

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15539096/

 

[3] De Haan J et al. Complex and Unstable Simple Elbow Dislocations: A Review and Quantitative Analysis of Individual Patient Data. Open Orthop J. 2010 Feb 17;4:80-6. doi: 10.2174/1874325001004020080.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20361035/?from_term=elbow+dislocation+AND+de+haan+2010

 

[4] Taylor, F., Sims, M., Theis, J.-C., & Herbison, G. P. (2009). Interventions for treating acute elbow dislocations in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews. doi:10.1002/14651858.cd007908

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22513954/?from_single_result=elbow+dislocation+AND+taylor+2012&expanded_search_query=elbow+dislocation+AND+taylor+2012

 

[5] Young, A. (1993). Current issues in arthrogenous inhibition. Annals of the Rheumatic Diseases, 52(11), 829–834. doi:10.1136/ard.52.11.829

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8250616/?from_term=arthrogenic+muscular+inhibition&from_pos=2