Che cos’è la scoliosi e cosa la differenzia dall’atteggiamento scoliotico?
Con il termine scoliosi si intende una deviazione strutturale tridimensionale atipica della colonna vertebrale caratterizzata da un’inclinazione laterale e una rotazione dei corpi vertebrali. Questa deformità nel tempo può influenzare il funzionamento di altri sistemi del corpo umano tra cui il sistema muscolo-scheletrico, nervoso, cardio-respiratorio e degli organi interni. Il paziente affetto da scoliosi non può correggere la deviazione volontariamente.
Esistono diverse classificazioni della scoliosi in base alla sua localizzazione a livello della colonna (lombare, dorso-lombare, dorsale, cervico-dorsale) o in base all’età di prima rilevazione (infantile: fino a tre anni, giovanile: dai tre anni fino alla pubertà, adolescenziale: dalla pubertà fino alla completa maturità ossea, infine dell’adulto). Oltre l’80% delle scoliosi viene diagnosticato durante l’adolescenza, riguarda in 7 casi su 10 il sesso femminile e colpisce circa il 3% della popolazione.
Con atteggiamento scoliotico, invece, si identifica quella situazione in cui la colonna non presenta né deformità strutturali né la rotazione dei corpi vertebrali ma indica semplicemente un atteggiamento posturale scorretto. Questa condizione tende alla risoluzione spontanea durante l’accrescimento, sarà comunque importante impostare un piano di trattamento riabilitativo.
Quali sono le cause della scoliosi?
Le cause della scoliosi non sono ancora chiare. Nel 70-80% dei casi si parla di scoliosi idiopatiche che insorgono senza una causa apparente. Nella minoranza dei casi invece la scoliosi può essere dovuta amalattie genetiche, malformazioni della colonna vertebrale congenite o acquisite (come ad esempio in seguito a un trauma, infezioni, tumori, …).
Quali sono i segni e i sintomi della scoliosi e come diagnosticarla?
I segni clinici della scoliosi variano da persona a persona, ma tra i più comuni osserviamo:
- diversa altezza delle spalle e dei fianchi;
- inclinazione del corpo e del bacino;
- scapole prominenti;
- posizione non centrata della testa rispetto al resto del corpo (busto e bacino);
- eterometria, ovvero diversa lunghezza degli arti inferiori.
La scoliosi non ha sintomi come normalmente intesi. Mentre in età adulta scoliosi non trattate possono portare a dolore, deformità progressiva e a volte a problemi cardiorespiratori, durante la crescita non si hanno sintomi evidenti.
La scoliosi viene diagnosticata attraverso una visita specialistica. L’esame obiettivo del rachide viene condotto in ortostatismo e vengono somministrati alcuni test di valutazione clinica. Tra i principali troviamo il test di flessione durante il quale è importante ricercare il “gibbo”: il paziente esegue una flessione in avanti del tronco e se compare una deformità sul dorso con incurvamento dei processi spinosi e il gibbo costale verosimilmente siamo in presenza di una scoliosi meritevole di approfondimento diagnostico mediante esami radiografici.
Come trattare la scoliosi e l’atteggiamento scoliotico?
Il trattamento della scoliosi varia in base alle cause e alla gravità. Nei casi più semplici e nei casi di atteggiamento scoliotico può essere sufficiente una buona attività motoria, a mano a mano che aumenta la gravità della scoliosi bisognerà ricorrere all’uso di un corsetto ortopedico fino ad arrivare all’intervento chirurgico con l’obiettivo di correggere la deformità della colonna vertebrale e di arrestare il peggioramento della curvatura stessa evitando così complicazioni in età adulta. Resta quindi importante attuare una terapia precoce, adeguata e protratta nel tempo fino alla fine della maturazione ossea.
Per il trattamento conservativo sia che si tratti di scoliosi sia che si tratti di atteggiamento scoliotico bisognerà affidarsi a fisioterapisti appositamente formati e specializzati che dopo un’attenta valutazione proporranno tra le altre cose esercizi specifici per ogni paziente (auto-correzione attiva, stabilizzazione spinale e approccio cognitivo-comportamentale). L’efficacia di questo approccio conservativo è stata recentemente confermata da diversi studi scientifici.
L’esecuzione costante degli esercizi nei casi di scoliosi può ridurre il ricorso al corsetto e in quei casi in cui è necessaria l’ortesi consente di evitare gli effetti dannosi del corsetto, di aumentarne l’efficacia terapeutica e di mantenere il rachide stabile durante e dopo la rimozione dello stesso.
Scoliosi e attività fisica
Studi scientifici dimostrano l’importanza dello svolgimento di attività fisica nei casi di scoliosi lieve o moderata, poiché un’errata postura crea squilibrio di tono e di adattamento tra i gruppi muscoli con conseguente errato allineamento dei segmenti articolari. È necessario quindi lavorare sulla costruzione di un corsetto “naturale” per offrire stabilità alla colonna vertebrale.