L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse a carico del piede. Si manifesta con una deformazione progressiva del primo dito del piede a livello dell’articolazione metatarso-falangea del primo raggio. Essa è caratterizzata da una deviazione laterale e di solito è associata ad un’infiammazione della borsa che si trova alla base dell’alluce stesso. Oltre ad essere una condizione antiestetica, spesso genera fastidio e dolore fino a limitare le attività di vita quotidiana.
Cause e fattori di rischio
Esistono diverse cause alla base dell’insorgenza dell’alluce valgo. Tra queste si identificano:
- Predisposizione genetica;
- Anamnesi familiare positiva (soprattutto nei casi di alluce valgo giovanile);
- Malformazioni congenite;
- Alterazioni della conformazione del piede (piede piatto, piede cavo, pronazione del retro-piede);
- Accorciamento del tendine di Achille, lunghezza del primo osso metatarsale, ipermobilità dell’articolazione metatarsale;
- Forme rachitiche, infiammatorie, reumatiche;
- Presenza di alcune malattie neuromuscolari e del tessuto connettivo.
- Problemi di peso, di postura o di tono muscolare;
- Scarpe inadeguate alla fisiologia del piede (ad esempio scarpe con punta stretta, pianta stretta, troppo piccole, tacco alto, …) che costringono l’alluce in una posizione non naturale.
A soffrirne maggiormente è la popolazione di sesso femminile, con un rapporto di 15:1 sugli uomini. Secondo le stime, in Italia circa il 40% delle donne è affetto da alluce valgo. Può insorgere a qualsiasi età, ma la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 60 anni, ma è intorno ai 40/50 anni di età che si registra il picco maggiore. Esistono comunque forme giovanili, che si manifestano attorno ai 20-25 anni di età, e forme che si manifestano in età più avanzata, spesso in concomitanza con patologie degenerative come l’artrosi.
Segni e sintomi
La sintomatologia può variare da persona a persona: alcuni pazienti lamentano dolore al secondo dito, piuttosto che all’alluce, mentre altri riferiscono di provare un dolore acuto pur senza deformità rilevanti. In generale, comunque, l’alluce valgo è caratterizzato dalla presenza di diversi segni e sintomi, tra cui:
- Rigonfiamento alla base dell’alluce;
- Gonfiore e arrossamento intorno all’alluce;
- Ispessimento della pelle che appare dura e callosa alla base dell’alluce;
- Dolore persistente o intermittente;
- Limitazione dei movimenti dell’alluce;
- Deficit funzionale nella dinamica del passo (durante il cammino, facendo le scale);
- Deviazionein adduzione dell’alluce (verso le altre dita);
- Deviazione in adduzionedelle altre dita del piede (nei casi cronici).
Diagnosi
La diagnosi viene fatta dal medico specialista. Generalmente, l’osservazione è sufficiente per diagnosticare la presenza di alluce valgo, poiché la deformità è evidente. La valutazione clinica procede con un esame baropodometrico che consente di misurare in posizione statica e dinamica la distribuzione dei carichi sul piede e il grado di compromissione dell’alluce. Inoltre il medico può ricorrere ad una radiografia sotto caricocon il paziente in piedi per avere un’indicazione sul grado della deformità e per valutare i cambiamenti che si sono verificati a carico del piede. In particolare, si parla di alluce valgo quando l’angolo tra il primo e il secondo metatarso è superiore a 8°.
Talvolta, se l’articolazione è molto dolorosa, gonfia e arrossata, i medici possono prelevare e analizzare il liquido articolare dall’articolazione dell’alluce per individuare artrite infettiva o gotta.
Trattamento
Il trattamento raccomandato per l’alluce valgo è di tipo conservativo; in caso di insuccesso l’alternativa è l’intervento chirurgico definito in base al livello di deformazione, alla gravità dei sintomi, all’età del paziente e alla presenza di co-morbilità. La correzione chirurgica non è sempre soddisfacente: prima del trattamento è bene seguire un programma fisioterapico specifico. Anche in caso di intervento chirurgico la fisioterapia ricopre un ruolo centrale nella fase post: sarà importante ripristinare la mobilità articolare e attuare una rieducazione volta al recupero di un corretto schema del passo.
La riabilitazione conservativa viene attuata nel tentativo di evitare l’intervento chirurgico.
Fisioterapisti competenti e specializzati sapranno valutare attentamente la mobilità passiva e attiva dell’articolazione specifica e dell’arto inferiore, e imposteranno un piano di trattamento personalizzato volto al controllo del dolore, dell’infiammazione e al recupero funzionale nella vita quotidiana e nell’attività sportiva.
Diverse misure consentono la riduzione della sintomatologia integrando la terapia fisica (tecarterapia, laser, ultrasuoni, magnetoterapia) con quella manuale; quest’ultima prevede delle tecniche di mobilizzazione e manipolazione dell’alluce al fine di recuperare mobilità ed elasticità della capsula articolare. Il release mio-fasciale permetterà inoltre di togliere tensione e ridare libertà alle articolazioni dell’arto inferiore.
Il fisioterapista diventa centrale anche nella rieducazione posturale e recupero dello schema del passo corretto. Questi obiettivi vengono raggiunti grazie alla prescrizione di esercizi attivi e all’uso del tapis roulant anti-gravitazionale (Alter-G).
Gli esercizi consentiranno di allungare e rinforzare la muscolatura intrinseca ed estrinseca del piede, lavorare sulla stabilizzazione globale e occuparsi della propriocezione statica e dinamica. L’Alter-G servirà per ridurre la condizione di carico che esaspera la sintomatologia e favorirà la rieducazione del cammino.
Ordinariamente a questa terapia viene associato l’uso di un tutore notturno che coinvolga tutte le dita.
Sarà fondamentale insegnare ai pazienti gli esercizi di auto-trattamento per eseguirli in autonomia e stabilizzare i risultati ottenuti.
Conseguenze e complicazioni
Se non trattato, l’alluce valgo può peggiorare e può portare al manifestarsi di altri disturbi (artrite a livello delle articolazioni dell’alluce, deformità del secondo dito del piede, …). Possono verificarsi delle modifiche alla forma complessiva del piede con ripercussioni sulla postura e di conseguenza su altri distretti del corpo. Con il tempo il disturbo può evolvere in una vera e propria sindrome posturale.
A livello locale si può assistere a:
- Degenerazione articolare e infiammazione della borsa;
- Metatarsalgie;
- Deformità delle dita.
A livello posturale si avrà:
- Tendenza al valgismo del ginocchio (successivo dolore sul bordo interno della rotula);
- Ipo-mobilità delle anche;
- Lombalgia.
Le complicanze possono anche derivare da un intervento chirurgico correttivo. Tra queste si identifica:
- Infezione;
- Rigidità delle articolazioni delle dita dei piedi;
- Guarigione dell’osso in posizione errata;
- Ispessimento del tessuto cicatriziale;
- Recidiva dell’alluce valgo, con necessità di un ulteriore intervento chirurgico.
Prevenzione
Per prevenire la comparsa dell’alluce valgo è importante rispettare alcuni semplici consigli:
- Indossare scarpe comode e funzionali (evitare quelle con pianta stretta, punta stretta o tacco alto);
- Tenere sotto controllo il peso corporeo (con un’alimentazione corretta e una giusta dose di attività fisica);
- mantenere uno stile di vita attivo con l’obiettivo di migliorare la postura e il tono muscolare.