La sindrome di Dequervain è una patologia da sovraccarico che causa dolore alla base del pollice e difficoltà nel compiere alcuni gesti della vita quotidiana come strizzare uno straccio. È una tendinopatia che coinvolge i tendini dei muscoli abduttore lungo del pollice ed estensore breve del pollice[1].
Sintomi tipici
I sintomi tipici[1] della sindrome di Dequervain sono:
- Dolore alla base del pollice con possibili irradiazioni sull’avambraccio;
- Dolore esacerbato da alcune attività come strizzare l’asciugamano, usare il martello, aprire dei barattoli…;
- Dolore e riduzione della forza nelle attività di prensione.
Cause e fattori di rischio
- La popolazione maggiormente colpita da questa patologia è quella femminile in età lavorativa, cioè tra i 30 e i 50 anni, con un picco intorno ai 40 anni.
- Spesso la sindrome di Dequervain si presenta nelle donne 4-6 settimane dopo il parto.
- La patologia può presentarsi in modo bilaterale, cioè ad entrambe le mani.
- È molto frequente in soggetti che abbiano avuto epicondilite o epitrocleite.
- Attività ripetitive di prensione torsione, come strizzare gli stracci, afferrare mazze, sollevare pesi o utilizzare il martello potrebbero essere correlati allo sviluppo del problema. Tuttavia non è chiara la relazione tra tipologie di lavoro specifiche e insorgenza della patologia.
- È un disturbo frequente nei giocatori di golf, probabilmente a causa della posizione di polso e mano al momento dell’impatto della mazza con la pallina.
- Può essere associata ad altri disturbi muscoloscheletrici, spesso a carico di collo, spalle e braccia.
Diagnosi funzionale
Lo scopo del fisioterapista non è la diagnosi del problema, ma lo sviluppo di un programma terapeutico che porti alla risoluzione della sintomatologia e al ritorno alle attività abituali.
La diagnosi funzionale di sindrome di Dequervain è basta sulla storia clinica del paziente, sui segni e sui sintomi; e viene confermata attraverso alcuni test di provocazione del dolore[1;2].
Non è utile effettuare esami di imaging come radiografia, risonanza o ecografia nel caso di sospetta sindrome di Dequervain, infatti spesso sono presenti segni di alterazioni tendinee anche in soggetti asintomatici. Per questo motivo ci si avvale dell’imaging solo per escludere eventuali altre patologie o per necessità chirurgiche nel caso il dolore non passi con un adeguato trattamento riabilitativo.
Trattamento
Il trattamento può essere diviso in due fasi:
- Nella prima fase, cioè nei primi giorni dalla comparsa dei sintomi, il trattamento è principalmente volto alla riduzione del sintomo. Per questo si chiede al paziente di evitare le attività che provocano il dolore e di avvalersi della crioterapia, cioè mettere il ghiaccio sulla zona preferibilmente ad intervalli di 10 minuti. Inoltre si può ricorrere alla terapia manuale e ad alcune terapia fisiche per cercare di ridurre il dolore, come la tecarterapia, il cryotermoshock, la laserterapia e la lympha therapy.
- Nella seconda fase è importante lavorare attraverso l’esercizio terapeutico al recupero della forza e ad un graduale carico tendineo. Nei pazienti con sindrome di Dequervain sono presenti alterazioni della forza, della percezione del peso degli oggetti e del timing di attivazione muscolare (cioè il tempo in cui un muscolo si attiva rispetto ad un altro). Queste alterazioni rimangono anche dopo la scomparsa del dolore e per questo motivo è importante cercare di risolverle attraverso l’esercizio terapeutico per evitare la ricomparsa del dolore.
La sindrome di Dequervain è spesso correlata ad altre problematiche muscoloscheletriche. Di conseguenza non bisogna limitarsi alla mano ma è necessario trattare anche le altre aree, in base ai risultati della valutazione funzionale.
Nel video ti mostreremo alcuni esercizi utili per ridurre il dolore ed aumentare la funzionalità. Ricordati però che per risolvere il problema in modo ottimale è consigliabile rivolgersi ad un fisioterapista che valuterà il trattamento più adatto a te.
La terapia manuale
La terapia manuale attraverso diverse tecniche è efficace per la diminuzione del dolore e il ripristino della funzione[3]. Spesso vengono utilizzate tecniche di terapia manuale durante le quali si chiede al paziente di svolgere un esercizio. In questo modo anche in acuto si riesce a lavorare sul carico senza eccessivo dolore da parte del paziente.
Utilizzo di tutori
L’utilizzo di tutori che blocchino polso e mano può essere utile nella fase acuta per diminuire il dolore[2;4]. Inoltre possono servire per permettere al paziente lo svolgimento delle attività della vita quotidiana, come strizzare una spugna o aprire una bottiglia, senza avvertire dolore eccessivo.
Bibliografia
[1] Goel R, Abzug JM. De Quervain’s Tenosynovitis: A Review of the Rehabilitative Options. Hand (N Y). 2015 Mar;10(1):1-5. doi: 10.1007/s11552-014-9649-3.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4349843/
[2] Ilyas AM, Ast M, Schaffer AA, Thoder J. De Quervain tenosynovitis of the wrist. J Am Acad Orthop Surg. 2007;15(12):757–764. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18063716/
[3] Papa JA. Conservative management of de Quervain’s stenosing tenosynovitis: a case report. J Can Chiropr Assoc. 2012;56(2):112–120. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3364060/
[4] Fedorczyk JM. Tendinopathies of the elbow, wrist, and hand: histopathology and clinical considerations. J Hand Ther. 2012;25(2):191–200. doi: 10.1016/j.jht.2011.12.001 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22507213/