COLONNA CERVICALE

Il tratto cervicale è la parte più mobile della colonna vertebrale e anche la più delicata, in molti casi. Sostiene, stabilizza e rendere mobile il cranio. Oltre a queste funzioni, protegge le strutture che passano attraverso il collo (midollo spinale, le radici nervose e l’arteria vertebrale).

Il rachide cervicale è costituito da sette vertebre, distinguibili per la loro struttura anatomica differente: nella regione superiore (C1 atlante e C2 epistrofeo) ed in una regione inferiore (da C3 a C7);

Il collo è una zona protetta da una muscolatura forte e la sua struttura ossea è molto in profondità ed è attraversato da:

  • nervi cranici tra cui il nervo frenico che innerva il diaframma
  • il midollo spinale e annessi neuroni sensitivi e motori di tutto il corpo
  • il canale alimentare
  • le vie aeree respiratorie superiori (trachea) con annesse le funzioni fonatorie (laringe)
  • giugulari e carotidi per la vascolarizzazione cerebrale
  • il sistema linfatico con numerosi gangli per la protezione immunitaria.

L’importanza del tratto cervicale

Negli sport di combattimento e nelle arti marziali, il collo è uno dei punti più vulnerabili del corpo e bersaglio potenziale di molti colpi mortali.

Risulta naturale percepire il collo come una zona da proteggere, infatti, in un improvviso momento di paura si ha un riflesso spontaneo di nascondere il collo con le spalle e la testa. In natura è il luogo dove ciascun predatore addenta la sua preda per annientarla.

Un possibile stato di tensione o di blocco in questa zona può portare ad una tensione sia a livello muscolare sia a livello di voce/respiro.

A livello muscolare può provocare:

  • Rigidità nei movimenti della testa con un forte senso di scoordinazione generalizzato.
  • Mancanza di equilibrio statico/dinamico (es. su una gamba sola o durante le rotazioni)
  • Difficoltà a ruotare la testa tenendo il busto fermo, tipo “monoblocco”
  • Difficoltà nell’eseguire le tecniche visione binoculare
  • Anteposizione o retro posizione del capo (mento-naso in avanti o troppo indietro)
  • Posizioni del capo disallineate (dismorfismi, testa pesante, che “ciondola”)

A livello di voce/respiro può provocare:

  • Respiro breve, quasi soffocato, “muto”
  • Espirazioni eccessivamente rumorose
  • Senso di costrizione nel respiro
  • Voce flebile e strozzata
  • Difficoltà a deglutire con la sensazione di avere “un nodo in gola

Punti sensibili della testa

La scatola cranica è un insieme di ossa che protegge la parte più vitale dell’organismo, il cervello. Il cranio è un bersaglio molto duro e un forte colpo provoca la trasmissione dell’onda d’urto che scuote il cervello all’interno di esso provocando danni cerebrali, ematomi, trauma cranici o emorragia cerebrale. Oltre a ciò esistono punti sensibili e strutture molli che appartengono a questa area anatomica e che sono esterne ad essa, quindi facili da raggiungere e in grado di provocare danni e lesioni anche molto gravi.

  • La fontanella bregmatica: si trova sulla sommità del capo, è la congiunzione tra le ossa parietali e l’osso frontale. Un trauma in questa parte può essere sempre fatale. Sotto questo punto si trova l’area del cervello nota come “motore sensoriale” che controlla l’articolazione delle braccia e delle gambe e ancora più in profondità si trova il chiasma ottico, l’incrocio dei nervi ottici. Colpendola con forza si può far svenire l’avversario oltre a provocargli cecità temporanea e altri effetti.
  • Tempie: un’area molto pericolosa a causa del fatto che un colpo qui potrebbe provocare la rottura dell’arteria temporale che passa appena davanti all’orecchio e può essere colpita facilmente con susseguente emorragia e morte.
  • Occhi: si possono colpire con la punta delle dita o con le unghie, causando lesioni permanenti gravissime.
  • Radice del naso: è il punto in cui il naso si attacca alle sopracciglia. un osso che si salda al cranio attraverso una frattura che passa sotto le orbite oculari. Un colpo in questa zona oltre ad essere terribilmente doloroso, provoca spesso emorragie tanto nasali quanto oculari oltre che lacrimazione e disturbi visivi.
  • Punta del naso: per chi ha una cartilagine rigida può provocare dolore e lacrimazione.
  • Orecchie: l’orecchio contiene al suo interno l’apparato vestibolare, la cui funzione è quello di mandare al cervello informazioni sul nostro equilibrio. Ricevendo uno schiaffo con la mano a coppa, al momento dell’impatto si creerà una bolla d’aria che verrà spinta attraverso il canale uditivo fino a danneggiare tale apparato. Il danno è solo temporaneo, ma potrebbe anche diventare permanente se si rompono i timpani, cosa piuttosto frequente. In questo caso si aggiunge anche emorragia e sordità.
  • Base dell’orecchio (appena sotto l’orecchio dietro al lobo): premendo in questo punto il dolore è davvero lancinante.
  • Sotto la mandibola: un altro punto decisamente doloroso.
  • Mandibola: I colpi alla mandibola possono causare due effetti principali, la rottura della stessa o uno shock che causa il knock out, spesso entrambi assieme.

Le più frequenti cause di dolore al collo nello sport da combattimento

Quando si praticano sport di combattimento e arti marziali si deve avere ben presente a cosa si va incontro quando si utilizzano le tecniche di difesa. Alcune di esse sono potenzialmente letali o possono causare lesioni gravi e gravissime e non vanno usate se non in caso di pericolo di vita. Un colpo nella zona cervicale causa lo svenimento immediato.

  • Tensioni ed errori di postura: le contratture da stress, da freddo o traumi da errori di postura sono le cause meno preoccupanti del dolore nell’area cervicale, ma non sono da sottovalutare. Possono essere soggetti a questo tipo di problematiche tutti gli sportivi.
  • Strappi e stiramenti: dovuti dai movimenti energici e repentini della testa o del gruppo muscolare alto della schiena.
  • Contusioni da contatto e colpi di frusta: non sono rari i traumi localizzati nell’area cervicale. Possono essere anche di natura grave. 

La gravità della lesione è sempre proporzionale al tipo di trauma subito, ma quando il capo subisce una brusca accelerazione e una successiva decelerazione, nella maggior parte dei casi i legamenti cervici-nucali e i muscoli subiscono uno stiramento e il risultato è sempre un forte dolore cervicale, accompagnato spesso da mal di testa e da una fastidiosa limitazione nei movimenti che può durare anche settimane.

Il colpo di frusta è uno dei traumi più frequenti negli sport di combattimento e non deve essere sottovalutato, perché possono insorgere contratture muscolari inaspettate, che possono impedire i movimenti e rallentare il normale recupero, anche nei giorni successivi al trauma.  Nei casi più gravi si possono verificare alterazioni della colonna vertebrale e dell’equilibrio fisiologico del bacino.

I sintomi più importanti del colpo di frusta cervicale:

  • dolore al collo e rigidità
  • mal di testa
  • vertigini e nausea
  • visione offuscata
  • stanchezza

ma possono manifestarsi anche altri sintomi non meno importanti:

  • difficoltà di concentrazione
  • problemi di memoria
  • ronzii nelle orecchie
  • disturbi del sonno
  • irritabilità

Ad ogni modo, se il dolore è conseguente a un trauma diretto, un colpo di frusta o una caduta, è importante richiedere subito il consulto di un medico specialista.

Proteggere la cervicale

Parare e coprirsi sono due gesti istintivi. Quando un genitore minaccia uno schiaffo, immediatamente le mani del bambino si alzano a coprire il viso. È un gesto istintivo.
Nelle arti marziali e di combattimento, ciascuna a modo suo, è stato elaborato questo gesto spontaneo rendendolo adatto allo stile di combattimento che si adotta.
Si può parare in modi diversi, con mani, tibie, spalle, addirittura testa ponendo in avanti la parte più dura del cranio contro un pugno nei casi più estremi.

Il tipico errore di chi inizia a praticare arti marziali, è la tendenza a pensare di poter parare tutti i possibili colpi edi poter stare in guardia statica senza farsi colpire.
La parata è un movimento che nelle arti da combattimento è anche un attacco o è simultaneo ad esso. In molte arti marziali, si impara la parata e il contrattacco, ma solo nelle forme o nel combattimento concordato. Più si progredisce più i due tempi diventeranno uno solo.

Esiste una difesa contro istintiva, ovvero una serie di movimenti che all’inizio vanno contro il nostro naturale istinto difensivo, ma che ci permettono di fronteggiare alcune situazioni e uscirne con meno danni rispetto a quello che normalmente faremmo.
Il nostro sistema nervoso centrale risponde a determinate situazioni in modo automatico.

Quando si viene colpiti da un pugno improvviso o da un attacco con un bastone, a meno di non essere allenati, in questo caso la prima reazione del corpo è l’allontanamento. Se questo allontanamento è accompagnato dallo spostamento dei piedi o da una corretta postura del corpo, diventa un ottimo movimento per non ricevere un colpo dall’avversario.

Se però l’individuo non è allenato il risultato che si ha, è il solo movimento della parte superiore del corpo mentre il resto rimane inchiodato sul posto. In questa posizione non avremo abbastanza forza né agilità per riportarci in guardia, muoverci o contrattaccare efficacemente, entrando di fatto in una specie di blocco motorio.
Il modo migliore quando il pugno non è evitabile è coprirsi ed entrare dentro l’attacco o fuori da esso ma avanzando, proteggendo la cervicale con le mani intrecciate su di essa e con i gomiti chiusi a proteggere le parti più sensibili della testa.

In caso di caduta all’indietro, fondamentale è atterrare con il sedere creando un movimento oscillatorio sulla schiena, le mani devo proteggere la cervicale e sostenerla.