La fascite plantare è una patologia infiammatoria della guaina (fascia) che riveste la muscolatura della pianta del piede.
La fascia plantare, chiamata anche legamento arcuato o aponeurosi plantare, è una fascia robusta e spessa che dal calcagno attraversa longitudinalmente il piede inserendosi alla base delle dita. Morfologicamente simile a un arco, permette la curvatura del piede e svolge la funzione di cuscinetto importante nella trasmissione delle forze a terra durante tutti i nostri movimenti, in particolare durante la deambulazione e la corsa.
Per quanto in genere si chiamino fasciti plantari, il termine corretto da utilizzare è fasciosi plantare qualora non vi sia infiammazione della fascia plantare, ma solo dolore.
Cause e fattori di rischio
La fascite plantare è pesso il risultato di una combinazione di fattori favorenti.
Le possibili cause di fascite plantare non sono ancora state chiarite: secondo nuovi studi, la degenerazione della fascia sarebbe indipendente da processi infiammatori (fasciosi plantare) e potrebbe dipendere da microtraumi ripetuti o da problemi a carico di alcuni muscoli deputati al movimento delle dita dei piedi. Sono molte le ipotesi riguardo l’insorgenza di questa condizione clinica, la più accreditata prende in considerazione l’instabilità della volta plantare: in questo caso quando si sta in piedi o in appoggio mono-podalico l’arco plantare tende ad appiattirsi e la fascia viene tesa. La fascia essendo sottoposta a questo tipo di stress moltissime volte al giorno a lungo andare si infiamma, dando principio alla fascite plantare. Questa condizione si manifesta soprattutto tra gli sportivi ed è causata dalla ripetizione continua di eccessivi sovraccarichi a livello podalico.
Tra le principali cause e fattori di rischio alla base di questo disturbo troviamo:
- Anomalie specifiche del piede con successive alterazioni dello schema motorio (piede piatto, piede cavo…);
- L’utilizzo di scarpe inadatte che non forniscono il giusto supporto al legamento arcuato del piede (scarpe a suola piatta) o che favoriscono la retrazione del tendine d’Achille (tacchi alti);
- Pratica di attività sportive che sollecitano molto il legamento arcuato del piede (podismo, calcio, basket, beach volley, rugby, tennis, salto in alto o in lungo, corsa, danza, …);
- Attività fisica inadeguata (es: eccesso di allenamento, riscaldamento inadeguato, …);
- Trascorrere molte ore del giorno in piedi;
- Età superiore ai 50 anni, l’invecchiamento comporta una riduzione della flessibilità della fascia plantare e un assottigliamento del cuscinetto adiposo situato inferiormente al calcagno;
- Sovrappeso e obesità, il peso eccessivo contribuisce ad appiattire la volta plantare con conseguente tensione eccessiva della fascia;
- Gravidanza;
- Artrite e altre patologie reumatiche;
- Stile di vita sedentario.
Sintomi
La sintomatologia di questa patologia ha un quadro clinico molto vario. Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore che può insorgere gradualmente o in maniera acuta, può essere localizzato in un’area precisa (al livello del calcagno o al livello dell’avampiede) oppure può estendersi a tutta la pianta del piede; spesso è più severo al risveglio, tende a diminuire dopo aver fatto i primi movimenti per poi ricomparire dopo una lunga passeggiata o dopo esser stati a lungo seduti. La presenza del dolore mattutino è una conseguenza dell’accorciamento della fascia plantare durante il riposo notturno. Al risveglio, i movimenti dei piedi richiedono un allungamento della fascia plantare e ciò comporta, laddove la fascia plantare sia compromessa, la comparsa di una fastidiosa sensazione di dolore.
Nello sport il dolore insorge solitamente nelle fasi di riscaldamento iniziale per poi scomparire mano a mano che l’allenamento prosegue.
Diagnosi
La diagnosi di fascite plantare viene effettuata dopo una visita specialistica ortopedica che prevede un’attenta valutazione clinica della sintomatologia (presenza e sede del dolore). Lo specialista potrà consigliare eventualmente il ricorso alle indagini strumentali (radiografie, TAC, risonanza magnetica) con lo scopo di escludere o evidenziale ulteriori cause di dolore al tallone (presenza o meno di uno sperone calcaneare, artrosi dell’astragalo calcaneare, fratture da stress, tumori, …).
Trattamento
Il trattamento conservativo è considerato il primo approccio e prevede un periodo di sospensione dalle attività (riposo dall’attività sportiva, evitare di camminare o rimanere in piedi a lungo specie su superfici rigide), la somministrazione di farmaci antidolorifici per mano medica e la presa in carico da parte di fisioterapisti competenti e specializzati. Ogni paziente va inquadrato in relazione all’età, allo stile di vita e allo sport praticato. Il fisioterapista dopo un’attenta valutazione programmerà un piano di trattamento volto al controllo del dolore, dell’infiammazione e al recupero funzionale nella vita quotidiana e nell’attività sportiva.
Sarà necessario il ricorso alla terapia manuale e alla terapia fisica (tecarterapia, laser, onde d’urto) per migliorare l’elasticità dei tessuti e allentare la tensione tissutale associate a una rieducazione posturale e del cammino tramite esercizi attivi e l’uso del tapis roulant anti-gravitazionale denominato Alter-G. Gli esercizi specifici consentiranno di riacquistare l’elasticità della fascia plantare, rafforzare i muscoli del piede e dell’arto inferiore, lavorare sull’allungamento muscolare, occuparsi della stabilizzazione globale e della propriocezione per migliorare la postura. Il tapis roulant anti-gravitazionale consentirà di ridurre il carico che acuisce la sintomatologia e sarà d’aiuto nella rieducazione del cammino e nella ripresa dell’attività sportiva.
Se tutte queste opzioni terapeutiche hanno successo è importante che il paziente continui a praticare gli esercizi per scongiurare la ricomparsa della fascite plantare.
Le infiltrazioni di cortisone, in questa sede, sono sconsigliate poiché hanno esito incerto, possono favorire l’indebolimento della fascia plantare ed atrofizzare il cuscinetto adiposo che protegge il tallone; così come è sconsigliato l’uso di plantari “a sostegno della volta del piede” che aumentano la tensione della fascia stessa e possono peggiorare la sintomatologia.
Eseguendo i trattamenti conservativi fisioterapici, il dolore diminuisce sensibilmente nell’arco di alcune settimane. Nei rari casi in cui il dolore persista nonostante le cure, è possibile ricorrere all’intervento chirurgico.
Prevenzione
Per prevenire l’insorgenza della fascite plantare si consiglia di:
- Mantenere il peso corporeo nella norma per ridurre al minimo lo stress sul legamento arcuato del piede (grazie alla collaborazione tra professionisti della nutrizione e fisioterapisti);
- Utilizzare scarpe adatte all’attività sportiva praticata per avere sempre un buon sistema di ammortizzamento;
- Evitare il più possibile di indossare scarpe dalle suole piatte e dai tacchi troppo alti;
- Promuovere uno stile di vita attivo e non sedentario.