Le fratture di avambraccio e polso sono frequenti e dovute a traumi diretti, come le fratture da difesa, o indiretti, come quelle in seguito ad una caduta.
Fratture di avambraccio
Le fratture diafisarie coinvolgono la parte lunga dell’osso senza interessare la zona articolare. Queste fratture in genere hanno un buon recupero in termini di mobilità e funzione.
Le fratture che coinvolgono la parte articolare sono:
- Frattura di Monteggia [1]: frattura della parte iniziale dell’ulna verso il gomito, con lussazione del capitello radiale. Il capitello radiale è la zona del radio che si articola col gomito.
- Frattura del capitello radiale [2]: questa parte del radio è particolarmente importante per i movimenti di prono-supinazione. I movimenti di prono-supinazione sono le rotazioni dell’avambraccio: a gomito piegato portare il pollice verso l’alto o verso il basso.
- Frattura del becco olecranico [3]: il becco olecranico è la parte dell’ulna che si articola col gomito. Questa frattura necessita sempre dell’intervento chirurgico.
Fratture di polso
Esistono diverse fratture di polso:
- Frattura di Galeazzi [4]: frattura della parte finale del radio verso il polso con lussazione dell’ulna. A causa della frattura del radio si verifica un accorciamento di quest’ultimo che causa la lussazione ulnare.
- Frattura di Colles [5]: frattura della parte di radio e ulna vicino al polso, è la frattura di polso più frequente. Questo tipo di frattura accade quasi sempre agli anziani, in seguito ad una caduta.
- Frattura dello scafoide [6]: questa frattura rappresenta circa il 70% delle fratture carpali. Spesso è causata da una caduta a polso esteso. Il problema di questa lesione è che lo scafoide è poco vascolarizzato e per questo fatica a guarire.
Caratteristiche tipiche
Le fratture di avambraccio e polso hanno tipiche caratteristiche [7]:
- Sono conseguenti ad un trauma;
- Gonfiore;
- A volte deformità visibili;
- Dolore alla palpazione;
- Dolore al movimento.
Diagnosi funzionale
Nel caso di sospetta frattura di avambraccio e polso è opportuno recarsi in pronto soccorso per effettuare una RX. Il trattamento corretto verrà scelto dai medici in base alla frattura. I trattamenti possibili sono la riduzione della frattura con la successiva immobilizzazione o il trattamento chirurgico.
Trattamento fisioterapico
Il trattamento dopo l’immobilizzazione o dopo l’intervento chirurgico deve basarsi su un’accurata valutazione svolta dal fisioterapista. Solo in questo modo è possibile effettuare il trattamento migliore per risolvere i problemi del paziente. Tendenzialmente le varie parti che compongono il trattamento sono:
- Mobilizzazione
Nel primo periodo è fondamentale cercare di recuperare il movimento articolare. Spesso infatti dopo l’immobilizzazione il paziente può avere una limitata mobilità del polso o del gomito.
- Trattamento manuale e terapie fisiche
Per cercare di alleviare sintomi come dolore e gonfiore si possono utilizzare il trattamento manuale e le terapie fisiche. Una delle terapie che utilizziamo è la limfa therapy che, come è dimostrato da studi scientifici [8], velocizza la riparazione ossea. Questa terapia può essere utilizzata anche durante l’immobilizzazione. Infatti è possibile svolgere il trattamento nonostante la presenza del gesso.
- Esercizi
È fondamentale per ottenere il recupero completo svolgere esercizi di rinforzo e di stabilità [9]. Dopo il trauma e l’immobilizzazione è normale avere una debolezza muscolare e alterazioni propriocettive.
Complicanze
Possono presentarsi complicanze precoci che derivano da traumi importanti con lesioni vascolari o nervose.
A volte si presentano anche delle complicanze tardive come:
- Algodistrofia [10]: è una patologia che può comparire dopo un’immobilizzazione prolungata. È causata da un’alterazione del sistema nervoso parasimpatico che dà come sintomi dolore, aumento della sudorazione, edema e osteoporosi regionale. Questa patologia ha bisogno dai 6 agli 8 mesi per guarire, ma la fisioterapia ed in particolare la mobilizzazione facilitano e velocizzano la guarigione.
- Artrosi post-traumatica: è rarissima ed è causata da una non corretta guarigione della frattura.
- Sindrome del tunnel carpale [11]: è abbastanza frequente, soprattutto nell’anziano, e può essere causata dalla formazione del callo di frattura che occupa spazio comprimendo il nervo mediano.
Bibliografia
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