Lo scopo di questo articolo è quello di provare a rispondere ad una domanda molto frequente: la scoliosi peggiora con lo studio della danza classica?
È doveroso innanzitutto distinguere tra scoliosi e atteggiamento scoliotico: la scoliosi è una deviazione strutturale tridimensionale atipica della colonna vertebrale caratterizzata da un’inclinazione laterale e una rotazione dei corpi vertebrali; con atteggiamento scoliotico, invece, si intende un atteggiamento posturale scorretto senza che la colonna presenti deformità strutturali o rotazione dei corpi vertebrali.
La diagnosi di scoliosi viene formulata dal personale medico a seguito di una visita specialistica in cui vengono somministrati test di valutazione clinica specifici ed eventualmente esami radiografici che favoriscono un approfondimento diagnostico.
Il problema principale con la scoliosi è la crescente mancanza di flessibilità nelle aree interessate della colonna vertebrale, poiché i legamenti tendono a perdere elasticità. Qui la posizione della curva primaria gioca un ruolo importante nella danza classica: la scoliosi lombare o toraco-lombare influisce sulla flessibilità degli arti inferiori (la flessibilità della colonna vertebrale necessaria per le posizioni di arabesque o grand battement derrière è drasticamente ridotta); la scoliosi toracica superiore porta ad un’asimmetria visibile delle spalle inficiando il movimento degli arti superiori (Simmel, 2013).
Di fronte alla diagnosi di scoliosi, lieve o moderata, è corretto quindi sconsigliare lo studio della danza classica? Dipende.
La probabilità di aumentare il grado di scoliosi nel ballerino adolescente è correlata alla frequenza dell’allenamento, al numero di anni di esperienza e alla durata delle sedute di allenamento (Kota Watanabe, 2017).
La pratica della danza classica a livello professionale, ovvero quando lo studio è protratto per diverse ore al giorno per molti giorni la settimana, può aumentare il grado di scoliosi.
Lo studio della danza classica amatoriale, invece, con una frequenza di due o tre lezioni la settimana, non influisce negativamente sulla scoliosi.
Studi scientifici dimostrano l’importanza dello svolgimento dell’attività fisica nei casi di scoliosi lieve o moderata (Leonid Kalichman, 2016). È noto, peraltro, che nessuno sport allena la flessibilità e il buon coordinamento della schiena in modo differenziato come la danza.
È sempre comunque opportuno, per il ballerino con scoliosi, rivolgersi a fisioterapisti competenti; il terapista, specializzato nella gestione di coloro che praticano la danza classica, può impostare, dopo un’attenta valutazione sport-specifica, un programma riabilitativo individualizzato. Il trattamento dovrà prevedere esercizi volti alla costruzione di un corsetto “naturale” per offrire stabilità alla colonna vertebrale, alla mobilizzazione della colonna vertebrale, all’aumento del controllo propriocettivo e dell’immagine positiva di sé.
In definitiva, per rispondere alla nostra domanda iniziale, possiamo concludere che:
- la mobilità della colonna vertebrale deve essere allenata in modo specifico laddove la limitazione causata dalla curvatura scoliotica è maggiore, ovvero nel punto di massima curvatura. Bisognerà ricercare il raddrizzamento e dei movimenti tridimensionali coscienti con la consapevolezza di contrastare la postura scoliotica per aiutare a mantenere mobili queste aree;
- la stabilità muscolare attiva della colonna vertebrale e i suoi movimenti coordinati sono i migliori prerequisiti per la scoliosi libera da sintomi;
- la presenza di scoliosi non indica la fine di una carriera di danza.
Bibliografia
Kota Watanabe, T. M. (2017). Physical Activities and Lifestyle Factors Related to Adolescent Idiopathic Scoliosis. Journal of Bone and Joint Surgery.
Leonid Kalichman, L. K. (2016). Bracing and Exercise-Based Treatment for Idiopathic Scoliosis . The Journal of Bodywork and Movement Therapies.
Simmel, L. (2013). Dance Medicine in Practice: Anatomy, Injury Prevention, Training .